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Salito in carrozza a Romano di Lombardia
ha fatto compagnia ai viaggiatori fino alla stazione
milanese. Ora cerca un padrone
Cane pendolare: viaggia in treno da Bergamo a Lambrate
Fermo sui binari. Davanti al treno. Fissa per qualche
secondo il mostro d' acciaio, poi trotterella intorno
alla locomotiva e salta sul primo vagone. Incrocio di
barboncino, 5 anni (circa), pelo bianco e arruffato:
cane pendolare. Alle 9.36 di ieri mattina è sbarcato a
Milano Lambrate. Solo e allegro. Ribattezzato Romano.
Perché? Il suo viaggio era iniziato da Romano di
Lombardia, provincia di Bergamo. Alle 9.05, in stazione,
il macchinista del treno proveniente da Verona l' aveva
visto sui binari. Poi il cagnetto era scomparso dalla
sua vista e, attirato da chissà cosa, aveva deciso di
salire una scaletta. Trentuno minuti tra corridoi e
scompartimenti. Arrivo a Milano alle 9.36. Il
controllore scende e si presenta al posto di polizia di
Lambrate: «Ha viaggiato con noi - spiega all' agente -.
È docile e tranquillo. Ve lo affido». I poliziotti lo
prendono in custodia. Lo rifocillano con una ciotola d'
acqua e una scatoletta di cibo.
Avvertono l' associazione Croce Vita
2000 che dopo 3 ore, stilato il verbale di
affidamento, lo porta via. Romano ora attende il suo
padrone. O una famiglia adottiva. Perché la Polfer di
Lambrate ha salvato molti cani, ma questo «non potevamo
proprio tenerlo», spiega il comandante Miro Poletti.
Anni fa gli agenti adottarono Pasqualino, meticcio che
lo stesso Poletti aveva strappato al traffico della
tangenziale, prima della curva di via Palmanova. Dopo 3
mesi passati in stazione, Pasqualino ha traslocato in
casa di un agente. Ora c' è Flash, husky, 6 anni, preso
al canile di Segrate e ospitato in caserma. Le bestie
pendolari non sono però una novità. Ne sono spuntate in
tutte le stazioni milanesi, dopo abbandoni o
smarrimenti. «In Centrale è arrivato un gatto - racconta
Giulia Chiaia, Croce Vita 2000 - poi chiamato Giulio
Cesare, un pastore tedesco chiuso nella toilette di un
Intercity da Ancona, una cagnolina ribattezzata
"Primavera"». E un lupacchiotto che era abituato a
prendere il treno con il suo padrone. Una volta si
avventurò per conto suo. Sesto-Milano. In serata era già
a casa. Gianni Santucci
Santucci Gianni
Pagina 49
(16 ottobre 2004) - Corriere della Sera
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